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©Amit Ray 2009
- 2010
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INTRODUZIONE |
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Lontano dall’India, nei
33 anni vissuti all’estero in diversi paesi, per me è stato piuttosto
interessante osservare come il nostro secolare sistema YOGA si sia
evoluto fuori dalla terra di origine da quando, sul finire del XIX
secolo, Swami Vivekananda introdusse la filosofia indiana (Vedanta e
Yoga) in USA e in Europa.
Lo scopo di questo
articolo è spiegare la filosofia yoga come sistema universale
accessibile a tutti, indipendentemente dall'età, dallo stato sociale,
dalla fede o dalla religione.
Io, che ho studiato da
ingegnere meccanico, ho avuto la fortuna di nascere in un ambiente in
cui filosofia indiana e occidentale convivevano.
Mio nonno (Mahamohopadhaya) era un
esperto di logica (Naya Shastra – uno dei sei
sistemi della filosofia indiana).
Mio padre, esperto anche di
letteratura sanscrita, era professore di filosofia occidentale e logica
e autore di libri di psicologia, logica simbolica e metalogica (teoria
della logica).
Mia sorella è responsabile del dipartimento di logica e
filosofia presso un college dell’Università di Calcutta e ha scritto
un libro di logica.

Io, Amit Ray- 7 anni, India
La iniziazione al Brahminismo, con mio fratello Arup
Questo background familiare, rafforzato da un
dibattito regolare sulla nostra filosofia spirituale tenuto negli ultimi
cinque anni da Swami Amarananda
(del Centro Vedantico svizzero), mi
hanno permesso di compiere un’introspezione sulla nostra filosofia
altrimenti complessa.
A occidente, yoga
significa assumere posizioni fisiche, piegarsi e contorcersi. Lo yoga è
diventato popolare perché si adatta alla cultura occidentale di
benessere del corpo. Poiché è stata adottata solo la parte fisica del
sistema Yoga, si sente parlare di nuove discipline come POWER YOGA,
STEAM YOGA, ecc.
Molte persone hanno
utilizzato e utilizzano tuttora lo Yoga per interessi personali e in
un’ottica commerciale, dandogli una dimensione fisica adatta alla
cultura fisica dell'Occidente. Non voglio discutere, ma considererò
comunque validi questi esercizi se chi li pratica sta bene con se stesso,
qualunque sia il nome attribuito allo Yoga.
Pratico lo yoga da quando
ero bambino. Per gli indiani in generale, in parole semplici, yoga
significa sviluppo interiore e meditazione su un oggetto spirituale,
mentre le asana (posizioni yoga) e il Pranayama (controllo del respiro)
vengono praticati per tenere in forma il corpo, che ospita la mente.
La filosofia indiana è
essenzialmente spirituale ed è una materia molto complicata anche per
gli accademici del paese.
In sanscrito, la nostra
filosofia viene chiamata DARSANA, che significa letteralmente
“vedere” o “osservare”. Il Darsana è suddiviso in sei scuole di
pensiero:
SHANKHYA (600
aC), YOGA, VAISESISKA, NYAYA, MIMAMSA e
VEDANTA.
Swami Vivekananda diede una nuova dimensione alla nostra
filosofia. Oggi, secondo i suoi insegnamenti, il Vedanta (che significa
“fine dei Veda”) è diventato la nostra filosofia spirituale e la
nostra religione, comunemente conosciuta come religione indù, è
combinata alla filosofia Yoga.
Ho
scelto di studiare filosofia yoga semplicemente perché i concetti sono
relativamente facili da capire.
Tutte le persone, indipendentemente
dalla razza e dal credo, possono praticare le Asana (posizioni yoga), il
Pranayama (controllo del respiro), il Dharana (concentrazione) e il
Dhyana (meditazione).
So che molte istituzioni religiose mondiali non
consigliano ai loro seguaci di praticare lo yoga. Per me, tuttavia, lo
yoga è una scienza psicofisica, un concetto che ho prelevato dalla
nostra filosofia, soprattutto dalle Upanishad. È secolare come la
matematica e può essere praticato da chiunque, indipendentemente dalla
sua origine, religione e cultura.
Lo Yoga è uno sforzo
metodico per raggiungere la perfezione attraverso il controllo di vari
elementi della natura umana, sia fisici che psichici.
La domanda è: possiamo
usare il sistema Yoga nel mondo scientificamente e tecnologicamente
sviluppato dei giorni nostri, che procede a una velocità folle ed è
diventato complesso, stressato, teso?
Mi sia consentito un
audace tentativo di spiegare lo yoga che noi indiani impariamo dalla
nostra filosofia e come, praticandolo, possiamo raggiungere la pace
mentale, la bellezza di una società eticamente sana e una vita
equilibrata in un mondo stressante.
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I
VARI CONCETTI DELLO YOGA |
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Nelle
nostre letterature, lo Yoga è definito come segue:
PATANJALI (300 aC)
BUDDHA 566 aC-486 aC
MAHAVIRA 500 aC (JAINISM)
1.
Le Upanishad (800 aC) descrivono lo Yoga come una disciplina o un metodo
che UNISCE l'individuo con la Realtà Ultima.
2.
Secondo la FILOSOFIA SANKHYA (600 aC), uno dei sei sistemi della
filosofia indiana, lo YOGA è SEPARAZIONE o disunione dello spirito dalla
materia. Questo tipo di Yoga è diverso dallo Yoga Upanishadico.
3.
Secondo PATANJALI (300 aC), lo Yoga è la cessazione delle attività
della mente, o cittavrittinirodha.
NOTA:
quando lo yoga è definito cittavrittinirodha (cessazione delle attività
della mente), deve essere compreso non solo come interruzione del flusso
di presentazioni, ma anche come eradicazione di potenze o tendenze latenti
che generano nuovi flussi di pensiero e nuove linee di azione.
Nelle
UPANISHAD, lo Yoga è l’unione con la Realtà Ultima.
Nello
Yoga di Patanjali, è un’introspezione nella verità.
Nel
Buddismo è il raggiungimento della condizione del Bodhisattva.
Inoltre,
in letteratura si trova una descrizione molto poetica dello Yoga:
“Come
una lampada che sta al riparo dal vento non si muove, cosi è dello yogin
che ha sottomesso il suo spirito e che realizza l'unione col Sé. ciò che
egli conosce quale suprema gioia, accessibile alla capacità
discriminativa e al di sopra dei sensi e in cui una volta presa stabile
dimora non si muove dalla verità; quella conquista della quale l'asceta
[...] pensa che non possa esservi una superiore, nella quale [...] non è
piú scosso neanche dalla sciagura che è di per sé la piú grave [...]
– si conosca come quello che chiamano Yoga . esso dev'essere realizzato
con sicurezza e con animo per nulla afflitto e sereno”.
Nella
filosofia indiana esistono quattro tipi di yoga:
1. Karma Yoga - Yoga dell’azione
2. Bhakti Yoga - Yoga della devozione
3. Jnana Yoga - Yoga della conoscenza
4.
Raja Yoga – Yoga della meditazione
Nelle
MAITRI UPANISAD, scritte 3000 anni fa, il METODO YOGA è descritto come
segue:
Questa
è la regola per raggiungere l’unione (con la Realtà Ultima):
CONTROLLO
DEL RESPIRO (Pranayama)
RITIRO
DEI SENSI (Pratyaharo)
CONCENTRAZIONE
(Dharana)
MEDITAZIONE
(Dhyanam)
INTERROGAZIONE
CONTEMPLATIVA (Tarka)
ASSORBIMENTO
O TRANCE MEDITATIVA (Samadhi)
Per
questo si parla di SEI FASI DELLO YOGA.
Patanjali
propose l’Ashtanga Yoga (otto rami dello Yoga), chiamato anche Raja
Yoga, aggiungendo due elementi ai sei elencati sopra:
7.
YAMA e NYAMA (astinenze e osservanze)
8.
ASANA (posizioni yoga - Hatha Yoga) – controllo del fisico per agevolare
il controllo della mente.
Patanjali
sostiene che occorre controllare e coltivare i sensi oltre che ritirarli.
YAMA
=
Principi morali: Ahimsa (non violenza), Satya
(dire la verità), Asteya (non rubare), Brahmacharya (astensione
dall'attività sessuale) e Aparigraha (liberarsi degli averi/austerità).
NIYAMA
=
Disciplina
personale: Saucha (purezza), Santosha (appagamento), Tapas (giuste
aspirazioni / autodisciplina), Syadhyaya (studio dei testi filosofici /
studio del sé), Ishvara pranidhana (devozione a Dio).
L’obiettivo
delle suddette discipline era assistere l’individuo nell’ascesa da una
visione ristretta e a lui congeniale a una visione più ampia e portatrice
di libertà. Occorre superare gli impulsi egoistici dentro di noi, fonte
dei tanti mali del mondo.
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CAPIRE
IL DHYANA /
LA MEDITAZIONE
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La
scienza della meditazione fu sviluppata in India per dare alla mente il
necessario sostentamento e per esercitarla, riposarla e rilassarla.
La
meditazione è un esercizio psicologico per disciplinare la mente.

del
1500 aC
La
definizione di “meditazione” sul dizionario Devoto-Oli è piuttosto
semplice: “Pratica ascetica, consistente in una forma di preghiera
mentale o anche di predica, destinata ad alimentare le possibilità del
credente nei confronti della fede mediante la riflessione e la
contemplazione”.
La parola
“meditazione” deriva dal latino meditari, la cui radice è collegata a
“mederi”, ovvero guarire. Ecco dunque un legame tra il guarire e la
meditazione. in effetti, anche oggi la meditazione è utilizzata per
guarire problemi fisici e mentali.
La
meditazione è una tecnica, un esercizio psicologico, uno sforzo di volontà
per portare la mente a uno stato di calma, concentrandosi su un pensiero o
un oggetto (a seconda delle tendenze personali, si può scegliere un
simbolo religioso, o concentrarsi su un'immagine che dà una sensazione di
amore e rispetto) e liberandosi di tutti gli altri pensieri. Raggiunto
questo stato (di solito dopo un periodo di pratica considerevolmente lungo)
è possibile riflettere sul sé interiore.
È come
lasciar depositare il fango in una pozzanghera. Decantando, la mente
diventa più chiara e si fa esplorare per osservarne il contenuto. Sarà
dunque possibile controllarne le sensazioni, istante dopo istante. Nella
meditazione, è possibile scoprire i propri pensieri e restare calmi
mentre li si osserva.
semplici
esercizi di concentrazione quotidiani per meditare su un oggetto, anche
per pochi minuti, daranno forza alla mente, una forza che servirà nella
vita quotidiana per combattere le tensioni del mondo moderno.
Dalle sue
origini, 4-5000 anni fa, la filosofia indiana si è preoccupata della
natura umana, del sé interiore e del rapporto tra individuo e realtà
ultima.
I maestri
upanishadici davano risalto alla mente come elemento più importante della
natura umana.
Il poeta
vedico esclama: “Non so che cosa io sia; misteriosa, obbligata, la mia
mente vaga”
Essi
capirono che, se non fossero stati capaci di controllare il flusso di
pensieri che propaga germi di brama, gelosia, rabbia, avidità, odio,
delusione, arroganza, che se non avessero smesso di essere schiavi di
pensieri problematici e non avessero sviluppato una serenità della mente,
non sarebbero mai stati capaci di raggiungere la pace interiore e capire
la VERITÀ.
Le
Upanishad affermano: “Il controllo del pensiero è liberazione”.
Siamo
vittime di una mente sregolata. La miseria più bassa è la schiavitù.
non del corpo, ma della mente, del pensiero.
Buddha
disse una volta ai suoi discepoli: “Ricordate, l'unico modo di vincere i
pensieri sbagliati è rivedere di volta in volta le fasi della mente e
riflettere su di esse, per eradicare tutto il male e coltivare tutto il
bene”.
La
meditazione, dunque, è un processo molto efficace di purificazione della
mente.
La
meditazione aiuta a concentrare la mente, che deve rimanere in solitudine,
isolata, autocontrollata e priva di desideri o passioni. L'energia
psichica interiore distruggerà le impurità e donerà salute, equilibrio
e benessere fisico e vitale nella sua integrità. Si capirà che anche la
più piccola conquista della mente porta conforto e felicità.
È l'arte
della quiete mentale, pratica basilare di ricerca interiore. non significa
semplicemente distogliere l'attenzione dal mondo per pochi secondi, ma
ritirarsi con tutto l’essere, il cuore, la mente, sempre più nel
profondo, fino a quando il centro non viene raggiunto, sentito e unito al
sé reale.
Nelle
Upanishad si legge:
PHOTO FROM ©FILM
BENHUR
“La
comprensione o l'intelligenza
conducono il carro del corpo,
guidato dai cavalli dei sensi,
controllati dalle redini della mente”.
La
concezione di Yoga derivato dalla radice yuj, che significa “accoppiare,
imbrigliare, unire”, è collegata ai simboli del carro e dei cavalli che
lo trainano. Lo Yoga è il controllo completo dei vari elementi della
nostra natura, psichici e fisici, e li unisce per raggiungere la vetta più
alta.
Il
carro e i destrieri dei sensi rappresentano il veicolo psicofisico sul
quale viaggia il sé. La mente tiene le redini e può controllare o essere
trainata dai sensi.
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COME
PRATICARE LA CONCENTRAZIONE / MEDITAZIONE
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Scegliete
una stanza lontana dai rumori. Non ascoltate musica o la vostra
concentrazione si dividerà. Sedetevi sul pavimento nella posizione del
loto, oppure su una sedia, tenendo il corpo fermo e stabile con le tre
parti superiori (torace, collo e testa) in posizione eretta. In qualsiasi
posizione, è importante sentirsi comodi per l’intera durata
dell’esercizio.
Ora,
provate a concentrare la mente su un oggetto, un oggetto che susciti
rispetto e amore. Potete anche usare una foto o un’immagine davanti a
voi. Non lasciate che altri pensieri invadano la mente. Questo processo di
concentrazione della mente è detto Dharana o Concentrazione.
Inizialmente,
la mente sarà affollata da innumerevoli pensieri, che vi impediranno di
concentrarvi sull’oggetto che avete davanti. È come l’acqua di una
diga che causa una tremenda turbolenza. Lentamente, però, la turbolenza
si calma e l’acqua sale al livello desiderato. Quando sarete capaci di
tenere la mente fissa sull’oggetto senza altri pensieri, si avrà il
Dhyana, o Meditazione.
La
MEDITAZIONE aiuta a eradicare i complessi della mente, a eliminare
l’agonia creata da noi stessi.
QUANDO
RIPOSA, LA MENTE RINGIOVANISCE.
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HATHA
YOGA
ASANA
(POSIZIONI YOGA) E
PRANAYAMA
(CONTROLLO DEL RESPIRO)
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Naturalmente
anche il corpo, che accoglie la mente, deve essere in salute.
È
risaputo che la condizione del corpo ha una certa influenza nel
determinare lo stato della mente. Per questo, le istruzioni riguardano non
solo la disciplina della mente, ma anche la cura del corpo.
IL
CORPO OSPITA LA MENTE. LA CURA DEL CORPO È ESSENZIALE.
Che
il sistema autonomo possa essere controllato dall’esile collegamento con
il sistema nervoso è una grande scoperta del sistema Yoga, il quale
conserva tuttora a pieno titolo il possesso esclusivo della tecnica che lo
determina (CHI Vol. III, pag. 80).
Asana
e Pranayama sono concepiti per assicurare il controllo del fisico in modo
da agevolare il controllo della mente.
I
processi principali dell’HATHA-YOGA sono:
ASANA/MUDRA
(POSIZIONI FISSE) E
PRANAYAMA
(CONTROLLO DEL RESPIRO).
L’Hatha
Yoga indica i principi utili per la stabilità mentale e fisica con
l'aiuto della pratica delle asana, dei mudra o delle posizioni, e del
Pranayama, o scienza del respiro.
Mediante
numerose posture, cura il corpo dall'inquietudine e lo libera dalle
impurità, donando salute, forza e scioltezza. Le Asana rinforzano i nervi
e i muscoli e mantengono flessibile la colonna vertebrale. I mudra
mantengono le ghiandole in forma e in perfetto funzionamento.
Poi
c’è il Pranayama, il controllo del respiro o dell'energia vitale.
Normalmente
respiriamo in modo continuo, ma quando subentra il controllo volontario
della respirazione si ha il Pranayama.
Prana
significa respiro, respirazione, vita, vitalità, energia o forza. Ayama
significa lunghezza, espansione, allungamento o limitazione.
I
maestri YOGA affermano: “Il respiro è il collegamento tra mente e corpo.
Se riusciamo a controllare le respirazione, possiamo controllare tutti gli
aspetti del nostro essere”.
Praticando
il Pranayama, il sangue si purifica. Sonnolenza, pigrizia, spossatezza e
debolezza vengono rimosse dal corpo.
Nota:
occorre
praticare il Pranayama con la guida di un maestro Yoga o con il parere di
un medico.
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DIFFERENZE
TRA ASANA ED
ESERCIZIO
FISICO
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C’è
una differenza fondamentale tra le posizioni Yoga e gli altri tipi di
esercizio.
L’errore
comune è pensare che le posizioni Yoga siano esercizi fisici.
Gli
esercizi fisici sono movimenti ripetitivi, mentre gli esercizi yoga
prevedono pochissimi movimenti e sono solo posture, da mantenere per una
certa durata.
Al
contrario degli esercizi fisici (isotonici, come camminare, pedalare,
nuotare, correre, fare jogging, saltellare, ecc. e isometrici, come il
sollevamento pesi e simili), le posizioni Yoga e gli esercizi di
respirazione non sollecitano il sistema cardiovascolare e migliorano la
forma fisica e la resistenza. Pertanto, sono utili sia in buona che in
cattiva salute.
Quel
che davvero distingue lo Yoga è la concentrazione mentale e l'attenzione
verso il corpo, l’insieme di attenzioni che cerchiamo di dare mentre
assumiamo la posizione. Il risultato è una tonificazione sia mentale che
corporea. Adottando e mantenendo una posizione si ha la coordinazione tra
sistema nervoso e sistema muscolare, dando sintonia al corpo e
influenzando il comportamento fisico e mentale.
Le
posizioni Yoga, se mantenute per un determinato periodo, aiutano a
conservare l'energia e a raggiungere una sensazione di rilassamento ed
euforia.
Mentre
le posizioni Yoga tonificano il corpo e la mente, gli esercizi fisici
interessano principalmente il corpo.
L’esperienza
corpo-mente è ciò che distingue lo Yoga dagli esercizi convenzionali,
promuovendo il benessere dall'interno verso l'esterno.
Lo
yoga è un esercizio interiore più che un semplice esercizio.

Nell’Hatha
Yoga, il punto più importante non è la flessibilità e la capacità di
assumere posizioni difficili, ma la consapevolezza - consapevolezza del
corpo e del respiro. Dalla consapevolezza deriva il controllo, e dal
controllo derivano grazia e bellezza.
È
possibile mantenere la concentrazione sul respiro, sui tessuti che si
allungano, sulle articolazioni sollecitate, sulla velocità dei movimenti
o sul rapporto tra respirazione e allungamento.
La
pratica con un’attenzione totale al corpo è yoga avanzato,
indipendentemente dalla semplicità della posizione. La pratica con
un'attenzione frammentaria è tipica dei principianti, indipendentemente
dalla difficoltà della posizione.
L’Hatha
Yoga allena il corpo ma anche la mente, quindi occorre concentrare
l’attenzione senza discontinuità.
Gli
allungamenti dell’Hatha Yoga sono un metodo sicuro ed efficace per
favorire l'allungamento del muscolo e l'espansione del tessuto connettivo
all'interno e intorno a esso.
Le
posizioni Yoga prevedono un allungamento profondo. I muscoli si allungano
in modo delicato e controllato, senza strappi. Così facendo, possono
allungarsi gradualmente e in totale sicurezza.
Un
muscolo flessibile è anche forte e tonico.
Le
posizioni Yoga tengono conto dei movimenti naturali del corpo. Il
risultato è un allungamento statico molto efficace per rimuovere crampi e
prevenire dolori.
L’obiettivo
comune di tutte le posture è dare un tono adeguato al sistema
neuromuscolare nella sua interezza.
Praticando
le varie posizioni Yoga, è possibile provarne gli effetti sul corpo e
sulla mente.

Le
posizioni yoga rinvigoriscono il corpo e tengono la mente calma e in
salute.
Determinano
una sensazione di freschezza ed eliminano l’astenia fisica.
Lo
YOGA è un sistema completo per tenere il corpo in forma e la mente vigile.
Se
potete esercitarvi solo pochi minuti e volete bruciare calorie, lo Yoga vi
deluderà.
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YOGA
E STRESS |
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La mente
umana funziona meglio se rilassata. Il rilassamento è uno spazio per
respirare nella fretta quotidiana, uno spazio necessario per preparare il
corpo a una maggiore energia e a una visione più chiara.
Lo stress
è la risposta fisica e mentale del corpo alle richieste che gli
trasmettiamo. Lo stress ha origine quando non siamo in grado di liberarci
delle sensazioni negative che si accumulano con le nostre reazioni agli
eventi quotidiani.
Persone
diverse possono risentire dello stress per fattori diversi. Tra questi:
scadenze, difficoltà nell'organizzare il lavoro, gestione del tempo
inadeguata, mancanza di controllo sui debiti, rumore, adattamento alla
vita in un nuovo ambiente, difficoltà nei rapporti personali. Molto
spesso, lo stress è provocato da un accumulo di diverse pressioni, che si
sommano gradualmente senza che ce ne accorgiamo.
Lo stress
ha effetti fisici, psicologici ed emotivi.
Dal punto di vista fisico, si manifesta con sintomi quali dolore alla zona
posteriore del collo, costrizione fra le scapole, cefalee tensive, ecc.

Dal punto
di vista psicologico, si manifesta con comportamenti negativi, rapporti
pessimi al lavoro o nella vita personale e adozione di uno stile di vita
scorretto.
Lo
stress è un fattore molto più psicologico che fisico e quantificabile.
Ciò nonostante, è entrato a far parte della vita umana.
Lo stress
non è solo dannoso per il corpo e la mente, ma ci costringe a seppellire
la nostra natura sotto macerie quali doveri, scadenze e preoccupazioni.
In “The
Psychology of Power ”, lo psichiatra britannico J.A. Hadfield osserva:
“La parte più grande della fatica che accusiamo è di origine mentale.
In effetti, l’esaurimento di natura puramente fisica è raro”.
Dobbiamo
ricordare che non è il duro lavoro a prosciugare le nostre energie, ma
gli sconvolgimenti emotivi o le emozioni superflue. È stato
scientificamente dimostrato che le attività del cervello non affaticano.
La stanchezza mentale è dovuta principalmente ai nostri atteggiamenti più
che al duro lavoro.
Dunque,
la soluzione al problema della fatica o della tensione mentale è la
capacità di rilassarsi.
Le
tecniche di rilassamento aiutano a calmare il sistema nervoso,
controllando le emozioni eccessive, l'ansia, l'impazienza e la
frustrazione. Permettono di creare una riserva di energia mentale.

Imparare
a rilassarsi è determinante per la salute fisica, emotiva e mentale.
Il
rilassamento abbassa la pressione sanguigna, rallenta il respiro e i
battiti cardiaci, rilassa le tensioni muscolari e allevia quelle emotive.
Le
cellule nervose sono rinvigorite perché durante il rilassamento vengono
alleviate dai normali carichi di lavoro.
Non
pensate che 8-10 ore di lavoro al giorno debbano essere seguite da un
periodo di rilassamento, proprio come la natura ha ordinato il sonno dopo
la veglia?
Noi che
viviamo nel mondo occidentale non abbiamo il tempo libero né l'opportunità,
e spesso neanche la voglia, di avere un momento per rilassarci. Raramente
la nostra vita frenetica ci permette di guardarci dentro.
“È
sbagliato pensare di non avere tempo. Non è tanto la mancanza di tempo,
quanto la sensazione che il rilassamento non sia necessario. Questa è la
causa della frenesia.
Una vita
fatta di “CORRI CORRI” è una vita di tensioni, nervosismo e ansia.
Il
problema deve essere contrastato alla radice.
Dobbiamo
imparare a rilassarci”.
Quindi,
come GESTIRE LO STRESS?
Ne
"La conquista della felicità", Bertrand Russell scrive:
"Le
fatiche emotive o nervose e le preoccupazioni sono forse più evidenti
nelle comunità progredite.
Stranamente,
sono più pronunciate fra persone benestanti, uomini di affari e
lavoratori di concetto.
Possono
essere prevenute con una migliore filosofia di vita e un po' più di
disciplina mentale.
È
possibile ridurle considerando la poca importanza di ciò che causa ansia.
È il potere della presa di coscienza tramite la meditazione”.

L’opinione
degli psicologi di tutto il mondo e addirittura degli studiosi del
cervello è che la meditazione sia un esercizio mentale molto benefico per
tenere lontano lo stress e il logorio dal mondo che ci circonda.
Lo YOGA -
che comprende posture, esercizi di respirazione e meditazione –
è uno
dei metodi più antichi e semplici per combattere lo stress della
frenetica vita moderna.
Lo Yoga
aiuta ad alleviare lo stress della routine quotidiana e insegna a
rilassarsi e a liberare le tensioni.
La
meditazione è una pausa di pace in un corso di vita altrimenti convulso.
Iniziate
o concludete la giornata con un momento di meditazione. Al mattino, le
posizioni yoga possono aiutarvi a iniziare con più energia. Alla sera,
aiutano a calmarvi e permettono al corpo e alla mente di essere pronti per
un buon sonno.
Dobbiamo
inspirare purezza ed espirare impurità, inspirare tranquillità ed
espirare tensione.
Lo Yoga
vi dà l'opportunità di provare la calma della mente. Allungarsi e
lavorare con il respiro attiva il sistema nervoso parasimpatico -
permettendo al corpo di normalizzarsi e migliorando gradualmente la salute
e la postura - e a combattere la fatica, aumentando la soglia di
attenzione e favorendo una maggiore produttività e una sensazione di
benessere.
Lo Yoga
aiuta ad alleviare lo stress della routine quotidiana.
Si
medita per vincere lo stress.
Alcuni
esperimenti hanno dimostrato che praticare la meditazione favorisce uno
stato di calma del cervello, con un rilassamento della mente e del corpo.
La
meditazione, dunque, aiuta a sviluppare i poteri della mente per
combattere le tensioni quotidiane della vita.
Studi
medici hanno dimostrato quello che lo Yoga sa da millenni:
La
meditazione dà benefici al corpo e alla mente. Accompagnata a un
rilassamento profondo, allevia il corpo, provocando una sensazione di
benessere fisiologico e psicologico, un ringiovanimento e una maggiore
vitalità.
A livelli
più avanzati, chi la pratica avverte una pace e una tranquillità
profonde, che trasferisce nella vita di tutti i giorni.

La
MEDITAZIONE vi aiuterà a rilassarvi.
Ma non
meditate sul progetto che state seguendo in ufficio: lo stress vi seguirà,
invece che andarsene.
Quando la
mente riposa, si esercita e riceve nutrimento. La mente viene dunque
rinvigorita.
Si
diventa più calmi, pazienti e vigili.
Lo Yoga
contrasta la fatica fisica e mentale.
Favorisce
una solidità emotiva.
Un
processo nuovo come lo Yoga, derivato dalla consapevolezza psicofisica, può
portare sollievo dallo stress in un mondo sempre di fretta. Le posizioni e
gli esercizi di respirazione permettono di cambiare le reazioni allo
stress e quindi di ridurne al minimo gli effetti dannosi.
Non solo
esercita il corpo ma, tramite le respirazione, calma il sistema nervoso,
ossigena il sangue e i tessuti e modifica le funzioni cerebrali.
Lo stress
emotivo irrigidisce i muscoli della schiena. I delicati allungamenti dello
yoga aiutano a ridurre le tensioni fisiche in modo diretto.
Se i
muscoli si rilassano, la mente diventa più tranquilla.
Le
posizioni yoga cambiano le reazioni del corpo alle tensioni quotidiane,
sempre più dilaganti al giorno d'oggi.
L’aspetto
più importante è che occorre imparare la disciplina mentale, che ci
insegnerà ad essere in armonia con noi stessi e con gli istinti, le
emozioni, i sentimenti e le idee.
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YOGA
E ARMONIA |
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Uno degli effetti più
semplici dello yoga è creare un senso di equilibrio. Una volta collegati
al nostro centro profondo, l’armonia interiore crescerà.

Possiamo creare
un'armonia perfetta tra il nostro corpo, la nostra vita e la nostra mente.
Possiamo vivere in
amicizia e concordare con noi stessi.
Lo yoga aiuta a portare
nella nostra vita felicità, equilibrio fisico, pace mentale, chiarezza
intellettiva, fiducia e immagine positiva di sé, migliore interazione con
gli altri e serenità emotiva, se davvero le cerchiamo.
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